Visualizzazione post con etichetta Natale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Natale. Mostra tutti i post

sabato 8 dicembre 2012

L'ABETE DEL PAPA - TANKA



*

***


Tanka  


Stride la sega
sacrificio d'Abete
per il buon Papa!


Nel bosco la sua fossa
stroncato il suo Natale


(Serena Bucci)




Il taglio dell'abete che è stato donato al Papa







Legambiente si sveglia e contesta l’abete del Papa


6 Dicembre 2012

L'associazione critica il taglio dell'albero: "Gesto grave e inutile, ignorata la norma sulle specie in via di estinzione"



Panorama di Pescopennataro (IS) - 1200 m  s.l.m.



“Pescopennataro viene chiamato il paese degli abeti, per la presenza sul suo territorio dell’abete bianco; e l’abete bianco nell’Appennino centromeridionale rappresenta una situazione ecologica abbastanza rara e di interesse particolare per lo studio della biodiversità. Non è facile trovare abetine che riescono a vivere in territori submontani; uno dei più belli di questi abeti bianchi, pochi giorni fa è stato imbrigliato e tagliato di netto, con i potenti mezzi della Protezione Civile, per essere trasportato a Piazza San Pietro ed essere addobbato per le festività natalizie. Ma non è il solo, cinque saranno gli alberi tagliati dai boschi italiani per addobbare la capitale, due proverranno dal Molise (per San Pietro e il Colosseo) e tre dal Trentino (per Piazza Venezia, Pincio e Campidoglio) E anche se una nota del Campidoglio assicura che “dopo le feste gli alberi di Natale saranno restituiti alla natura, trasformati in compost di qualità grazie alla certificazione Fsc (Forest Stewardship Council) che garantisce la salvaguardia dell’ambiente, attestando che gli abeti provengono dalla normale attività di diradamento forestale operata per favorire lo sviluppo dei boschi“, ci sentiamo di dire che i tempi difficili che stiamo vivendo ci impongono maggiore sobrietà e che, semmai, le festività natalizie devono indurci ad un maggior rispetto per la natura: ci sembra impossibile pensare che questi maestosi giganti, silenziosi custodi della nostra storia possano essere sacrificati ad una pratica degna del più sfrenato, capriccioso e anacronistico consumismo e che il loro destino sia quello di diventare concime. Lo stigmatizziamo come un gesto grave nella sua assoluta inutilità. Ma vorremmo dire anche una parola di più: la legge regionale del 23 febbraio 1999 n. 9 “Norme per la tutela della flora in via di estinzione…” , proibisce la raccolta delle piante ritenute specie in via di estinzione rare e vulnerabili che in quanto tali sono degne di protezione per il loro interesse scientifico e per il mantenimento sia della biodiversità sia dell’integrità dell’ambiente. In realtà, in dispregio della norma, è sotto gli occhi di tutti, particolarmente in occasione delle feste natalizie, si estirpano e raccolgono specie vegetali inserite negli elenchi di salvaguardia regionale: i muschi che possono essere raccolti in quantità inferiori ai 200 g mediante forbici a 2 cm dal terreno; e per quantità superiori, fino ad un max di 1 kg, solo dietro il rilascio di un regolare permesso da parte delle autorità comunali. Il pungitopo (Ruscus aculeatus) e l’ agrifoglio (Ilex aquifolium) la cui raccolta è assolutamente vietata e sanzionata. Salvaguardare la biodiversità è un obbligo etico di tutta la comunità, non si possono più assecondare pratiche scorrette in ossequio a tradizioni popolari ormai incompatibili con la sensibilità ambientale e con il rispetto per la natura che dovrebbero far parte della nostra normale quotidianità”.
Legambiente Molise


San Luca


Scorci di
Pescopennataro (Is)




























































***

*



mercoledì 21 dicembre 2011

UN AUGURIO - Bigliettini Natalizi

***


... erano destinati per un Natale degli anni '50, mai spediti ...

Ora, prendo spunto da questi biglietti augurali, per inoltrare a tutti i miei amici lettori, qui di passaggio, un Augurio virtuale.


- Il Natale ricorda la gioia della nascita e porta con sé la speranza nel domani; riconduce all’essenza dell’amore e testimonia il più puro altruismo; alimenta bontà, bellezza e condivisione:
  


Ti auguro che questo Natale soddisfi ogni tua aspirazione, che il prossimo anno porti con sé un futuro ricco di nuove e gratificanti conquiste; spero che lo spirito puro e semplice del Natale ti riempia di gioia e che l’amore di tutti i tuoi cari ti allieti oggi ed in ogni momento.




Buon Natale!
































Bozzetti di A. Zandrino

***


Adelina Zandrino

Adelina Zandrino (Genova, 19 settembre 1893 – Genova, 1994) è stata una pittrice e illustratrice italiana.

Scoperta giovanissima la vocazione all'arte, studiò per alcuni mesi presso i maestri Federico Maragliano e Giuseppe Pennasilico.


Mostrando una eccellente attitudine nel paesaggio, nel ritratto e nella natura morta, poté presto esordire nel 1913 alla Mostra Internazionale d'Arte Femminile, tenutasi a Torino, dove fu immediatamente notata. Forte della sua facilità compositiva e dell'uso sapiente del colore, sin dagli inizi della sua carriera operò simultaneamente sia nell'illustrazione di libri, nella grafica commerciale, nella decorazione di ambienti che nella pittura da cavalletto.

Nel 1913 tenne a Rapallo la sua prima mostra personale, per poi recarsi a Parigi in compagnia del padre giornalista e critico teatrale, affermandosi come costumista teatrale e come disegnatrice di libri. A Parigi conobbe Auguste Rodin, Robert de Montesquiou, oltre a Gabriele D'Annunzio, che aveva appena presentato al pubblico il suo Le martyre de Saint Sébastien, musicato da Claude Débussy. Tornata in Italia, durante la Prima guerra mondiale eseguì cartoline e manifesti d'intonazione patriottica. Nel 1917 realizzò la serie di cartoline con maschere, la serie con la donna e la bestia di gusto simbolista.

A partire dagli anni Venti si dedicò alla ceramica, collaborando con la Casa dell'Arte di Manlio Trucco, con il quale nel 1922 espose alla Mostra della Promotrice genovese alcuni piatti dipinti con scene di genere in costume o in maschera. Eseguì inoltre numerosi altri oggetti in ceramica, piatti, candelieri, boccali, albarelli, alzatine, paralumi, caratterizzati da una forte vivacità cromatica, memore forse delle esperienze parigine, in particolare dei Ballets Russes. Realizzò anche sculture di piccolo formato, in genere figure femminili, di ispirazione tra Decadentismo e Belle Époque. Negli anni Trenta eseguì piccole sculture in terracotta, prodotte nella Fornace Tonet di Genova Sturla e colorate generalmente a freddo, che hanno come soggetto la maternità o la condizione femminile.

Nel 1930 espose alcune sue opere alla Prima Mostra Femminile d'Arte e Lavoro, che si svolse a Milano al Castello Sforzesco, realizzando anche il manifesto della Mostra. Nel 1932 tenne a Genova un'importante mostra personale nella quale furono esposte, oltre a ceramiche e terrecotte, più di settanta opere pittoriche. Nel 1936 prese parte alla Triennale di Milano e nel 1937 all'Esposizione Internazionale di Arti Decorative di Parigi. Nel 1944 e nel 1946 tenne mostre personali alla Galleria Ranzini di Milano.

Nel 1950 fu presente all'Esposizione Internazionale d'Arte Sacra di Roma, dove espose il dipinto Concerto d'angeli (1939). Sempre per l'Anno Santo 1950 eseguì una serie di dodici cartoline con allegorie con motivi cristologici e il Papa Pio XII.

Dagli anni Cinquanta fino alla morte i soggetti raffigurati saranno principalmente religiosi con dolci Madonnine, angioletti, bambini, che saranno riprodotti in serie per santini e biglietti augurali. Interessante la tela raffigurante Suor Maria Repetto accanto alla statua di San Giuseppe da lei venerato (1968), conservata nel Refettorio del Convento delle Suore Brignoline di Genova.

Tra le sue opere più significative ricordiamo il trittico Sitio, Consummatum est e Figlio mio, i dipinti Il refettorio delle madri, Alma Mater, L'altra maternità e soprattutto Soave licor di vita; altre opere importanti sono La mietitrice, Le bagnanti, La collana, Movimento di danza, Quasi una fantasia, Primavera, Risveglio, Regalità, Circe, Jena, Candore, Testina Bionda, Pasto, Mèle, oltre a numerosi studi di belve presi dal vero; tra i ritratti quello di Antonio Gallera e di Padre Aloisio del Buono.


Come illustratrice eseguì disegni per i libri di Sem Benelli Les plus belles heures de Casanova e Orfeo e Proserpina, e per numerosi libri per bambini, quali La promessa di Piero Domenichelli (1929) e Racconto di Natale di Charles Dickens (1950).

Tenne mostre personali a Genova, Milano, Roma, Buenos Aires e Hollywood.

Sue opere sono conservate alle Gallerie d'Arte Moderna di Genova, Savona, Milano, Roma, alle Gallerie Statali di Helsinki e di Tallinn, al Musée du Jeu de Paume di Parigi.

Fu accademica di merito dell'Accademia Ligustica di Genova, fu insignita della Stella Fiumana, della medaglia d'oro di benemerenza artistica del C.I.P.A. e nel 1982 del Premio Olivo d'Oro.

Qui

***



Qui Una biografia più esauriente corredata di diverse fotografie delle sue Opere.

***

I 5 Biglietti postati sono di mia proprietà



venerdì 16 dicembre 2011

LA NATIVITA' - raffigurata da Pittori Celebri -

***


..." In quei giorni, uscì un editto di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l'Impero .....Tutti partivano per farsi iscrivere, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe salì dalla Galilea, dalla città di Nazaret, in Giudea, alla città di David, chiamata Betlemme per farsi iscrivere con Maria, sua sposa, che era incinta.  Mentre essi si trovavano là, giunse per lei il tempo del parto, e partorì il suo figlio primogenito, e lo avvolse in fasce e lo pose a giacere in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo"...


Personaggi della scena: il Bambino, la Madonna, San Giuseppe, l'Angelo che veglia, i pastori.
I primi artisti cristiani, con questi personaggi, dovettero comporre il Presepio, nel paesaggio della stalla a grotta con il bue e l'asinello.
Questo era lo schema delle prime Natività.


***


Ecco alcune tavole rappresentanti  "Natività"  viste da Artisti del '300/'400/'500






Federico Fiori detto Barroccio                                           La Natività
Milano - Pinacoteca Ambrosiana                                                         





Barocci Federico, alias Federico Fiore, soprannominato Il Baroccio, pittore e disegnatore italiano, nasce a Urbino intorno al 1526 e, ad eccezione di due viaggi a Roma all'inizio della sua carriera, ha vissuto a Urbino tutta la vita.

Circondato da centinaia d'opere d'arte della sua città, Federico si è formato come pittore studiando prima con suo padre, Ambrogio Barocci discreto scultore, poi è stato apprendista presso il pittore veneziano Franco Battista (1498-1561) esponente del Manierismo Romano, ma più apprezzato come disegnatore.

Era solo un adolescente quando accompagna lo zio Bartolomeo Genga a Pesaro, poi a Roma, dove si ferma per quattro anni (1548-1553)nello studio dei pittori manieristi Taddeo e Federico Zuccari già famosi.

Barocci, incantato in un primo tempo dai lavori di Raffaello, ispira a lui il suo stile che poi arricchisce con i colori caldi e luminosi del Correggio e del Tiziano. ..........................



 
 
 






Antonio Allegri detto Correggio                                  La Santa Notte
Dresda - Pinakothek                                                                             





Antonio Allegri detto il Correggio,
 agosto 1489 – Correggio, 5 marzo 1534)
fu un pittore italiano.

Prendendo spunto dalla cultura del Quattrocento e dai grandi maestri dell’epoca, quali Leonardo, Raffaello, Michelangelo e Mantegna, inaugurò un nuovo modo di concepire la pittura ed elaborò un proprio originale percorso artistico, che lo colloca tra i grandi del Cinquecento.

In virtù della dolcezza espressiva dei suoi personaggi e per l’ampio uso prospettico, sia nei dipinti sacri che in quelli profani, egli si impose in terra padana come il portatore più moderno e ardito degli ideali del Rinascimento. Infatti, all’esplosione del colore veneziano e al manierismo romano, contrappose uno stile fluido, luminoso, di forte coinvolgimento emotivo. Nello sforzo di ottenere la massima espressione di leggerezza e di grazia, Correggio fuun precursore della pittura illusionistica. Introdusse luce e colore perché facessero da contrappeso alla forme e sviluppa così nuovi effetti di chiaro-scuro, creando l’illusione della plasticità con scorci talora duri e con audaci sovrapposizioni. L’illuminazione e la struttura compositiva in diagonale gli permiserono anche di ottenere una significativa profondità spaziale nei suoi dipinti, caratteristica quest’ultima, tipica del suo stile. Le maestose pale d’altare degli anni venti sono di spettacolare concezione, con gesti concatenati, espressioni sorridenti, personaggi intriganti, colori suadenti[1].
La luce, declinata secondo un chiaroscuro morbido e delicato, ne fece uno dei punti di non ritorno della pittura, capace di influenzare movimenti artistici tra loro diversissimi come il barocco di Giovanni Lanfranco e Baciccio e il neoclassicismo di Anton Raphael Mengs .........
Qui










Piero della Francesca                                                                                                      La Natività
London - National Gallery





Piero della Francesca
(Borgo Sansepolcro, 1416-1417 circa – Borgo Sansepolcro, 12 ottobre 1492)
è stato un pittore e matematico italiano.

Tra le personalità più emblematiche del Rinascimento italiano, fu un esponente della seconda generazione di pittori-umanisti.[1] Le sue opere sono mirabilmente sospese tra arte, geometria e un complesso sistema di lettura a più livelli, dove confluiscono complesse questioni teologiche, filosofiche e d'attualità. Riuscì ad armonizzare, nella vita quanto nelle opere, i valori intellettuali e spirituali del suo tempo, condensando molteplici influssi e mediando tra tradizione e modernità, tra religiosità e nuove affermazioni dell'Umanesimo, tra razionalità ed estetica.

La sua opera fece da cerniera tra la prospettiva geometrica brunelleschiana, la plasticità di Masaccio, la luce altissima che schiarisce le ombre e intride i colori di Beato Angelico e Domenico Veneziano, la descrizione precisa e attenta alla realtà dei fiamminghi. Altre caratteristiche fondamentali della sua espressione poetica sono la semplificazione geometrica sia delle composizioni che dei volumi, l'immobilità cerimoniale dei gesti, l'attenzione alla verità umana.

La sua attività può senz'altro essere caratterizzata come un processo che va dalla pratica pittorica, alla matematica e alla speculazione matematica astratta. La sua produzione artistica, caratterizzata dall'estremo rigore della ricerca prospettica, dalla plastica monumentalità delle figure, dall'uso in funzione espressiva della luce, influenzò nel profondo la pittura rinascimentale dell'Italia settentrionale e, in particolare, le scuole ferrarese e veneta. .........
Qui












Gherardo Delle Notti                                                                                  L'Adorazione dei Pastori
Firenze - Galleria degli Uffizi





Honthorst ‹hònthorst›, Gerrit van, detto in Italia  -
Gherardo delle Notti. -
Pittore (Utrecht 1590 - ivi 1656),

il più noto dei seguaci nordici del Caravaggio.
Allievo di A. Bloemaert, fu in Italia dal 1610 al 1622. A Roma, dove fu protetto dal card. Scipione Borghese e dal marchese V. Giustiniani, restano molti suoi dipinti (celebre la Decollazione del Battista in S. Maria della Scala), in cui la drammaticità caravaggesca è già talvolta smorzata - come poi maggiormente dopo il ritorno in patria - da qualche accento accademico. Su di lui influirono anche O. Gentileschi e H. Terbruggen. Nel 1619 si fermò a Firenze, dove lavorò per il granduca. Grandissimo successo egli ebbe poi come pittore di soggetti storici e di ritratti alle corti dei Paesi Bassi, d'Inghilterra, Danimarca e Brandeburgo. Il soprannome "delle Notti" gli venne dalla predilezione per le scene notturne, rappresentazioni di scene sacre o di genere a luce di candela (Natività, del 1621, agli Uffizi), che contribuiscono a definire la scuola di Utrecht e preludono a J. Vermeer.

Qui










Giusto de' Menabuoi                                                                                                       Il Presepio
Padova  - Battistero



Giusto de' Menabuoi (Firenze, 1330 circa – Padova, 1390 circa) è stato un pittore italiano, attivo soprattutto a Padova.

Trascorse la sua giovinezza in Toscana, formandosi nella cerchia di Maso di Banco (uno dei più fedeli e acuti giotteschi), poi venne chiamato nel nord Italia, dove si trasferì definitivamente verso il 1370.

In Lombardia eseguì l'affresco del Giudizio Universale nell'Abbazia di Viboldone, in provincia di Milano. Qui venne influenzato da giotteschi lombardi, orientati dallo stile di Giovanni da Milano.
Si spostò poi a Padova: suoi gli affreschi nella Chiesa degli Eremitani, nella Basilica di Sant'Antonio e nel Battistero del Duomo, il suo lavoro più famoso (1375-1376). Rispetto alle esperienze precedenti, a Padova dovette essere colpito dalle ordinate fissità romaniche e bizantine, come testimonia il grande Paradiso nella cupola del Battistero: la scena è organizzata attorno a un Cristo Pantocratore, dove ruota un'ipnotica raggiera a più strati con angeli e santi, le cui aureole in file ordinate ricordano, guardate dal basso, le punzonature di una magnifica oreficeria. Nel tamburo dipinse invece Storie della Genesi, sui pennacchi i Profeti ed Evangelisti, dove già dimostrò un estro meno bizantino, come le figure inserite entro veridiche stanze illusionisticamente dipinte. Anche nelle Storie di Cristo e del Battista, sulle pareti, compaiono delle architetture finemente calcolate, dove il pittore inserì le sue solenni e statiche immagini. Più libera appare invece la raffigurazione negli episodi di contorno, come nelle Nozze di Cana, dove una schiera di servitori si muove con naturalezza nella stanza, a differenza degli statici commensali. Dall'analisi di queste scelte stilistiche si evince come l'uso o meno di effetti retrò fosse per Giusto una precisa componente volutamente cercata per fini espressivi e simbolici: è forse l'unico pittore del Trecento che ha la consapevolezza per scegliere via via quale linguaggio adoperare.

Negli affreschi della Cappella Belludi (chiamata anche Cappella dei Santi Filippo e Giacomo il Minore o Cappella dei Conti) nella Basilica del Santo (1382) imitò lo stile del suo grande rivale, Altichiero. Morì a Padova.
Qui



 
 
 
 
                                                                                    Continua ...
 
Tavole  postate:  5/9
 

giovedì 15 dicembre 2011

COME ADDOBBARE IL NATALE - 3

***
... Segue





... ma io sono tradizionalista e, il mio Natale deve essere sempre agghindato con il colore:  





 ROSSO!
































































































































































































***

Fotografie di Serena Bucci, per gentile concessione di:


Alfa Sas Di Carlo Izzi & C
Via Sant'Ippolito

Isernia
0865 411582
***


mercoledì 14 dicembre 2011

COME ADDOBBARE IL NATALE - 2

***
... Segue



Perché non  VIOLETTO?
































































o tutto  DORATO?





























































                                                                                    Continua ...
Fotografie di Serena Bucci