*
Quando si dice: ... che combinazione!
Solo pochi giorni or sono, ho riletto un bellissimo, avvincente, suggestivo racconto autobiografico, di un Blogger siciliano ...
Spiazzata! Quel Blogger mi ha spiazzata con il suo tempismo: non c'è più traccia del suo racconto dato che ha chiuso il suo Blog! Il mio rammarico e delusione, sono ancora più forti perchè, sto constatando che "credevo" (quando lo lessi la prima volta), di aver salvato quel racconto nei miei "preferiti": purtroppo, di salvato, c'è rimasto solo il titolo -
Tramonti ad Occidente - dato che al mio "apri" ricevo una laconica risposta di "pagina inesistente"!
Tramonti ad Occidente - dato che al mio "apri" ricevo una laconica risposta di "pagina inesistente"!
Già ... avrei dovuto fare copia-incolla e salvare tutto il racconto in documenti. Pazienza!
Quel racconto avrei voluto affiancarlo a questo che andrò a postare, più che altro per comparare quanti racconti siano stati ricamati su "Selinunte" e i diversi modi di raccontarLa, sia in tempi remoti che attuali.
... Selinunte: alle mie orecchie, questo nome, suona come una sognante esotica parola magica!
Il comune denominatore che risalta e accomuna i visitatori-scrittori è la loro descrizione del silenzio che si "sente" mentre guardano, contemplando estasiati quel particolare colorato tipico tramonto che solo in quella "Valle dei Templi" si manifesta.
Tra le mie tante raccolte cartacee collezionate, ne ho una che riguarda la Rivista quindicinale di Arte e Letteratura "Scena Illustrata", nata nel 1865 a Firenze. L'ultimo numero pubblicato è stato il n° 9 del settembre 2003: dopo ben 135 anni di vita!
Questa rivista si caratterizza non solo per lo stile della grafica e delle incisioni a tutta pagina, ma anche per tutti i contorni grafici delle pagine.
I numeri in mio possesso, una ventina ma non consecutivi, sono degli anni compresi tra il 1913 e il 1924.
Ho scansionato alcune copertine della rivista ... Ho dovuto farlo in due tempi perchè la finestra del mio scanner non contiene per intero la pagina, dato che quest'ultima, misura cm. 35,5x28.
Ed ecco il perchè della presunta combinazione e associazione di pensiero che riferivo ad inizio post: sfogliando la rivista "Scena Illustrata" del 1915, mi sono ritrovata, come attratta, a leggere l'articolo stampato alla pagina 12 - "Città morta - Selinunte".
e ... solo il giorno prima avevo letto dell'altra Selinunte ... l'altro racconto dell'amico Blogger siciliano ... ma la sua, era la vivida rievocazione di ricordi, sensazioni e percezioni provate, per quel e in quel luogo per lui sempre vivo!
IL LEMBO PIU' AFRICANO DELLA SICILIA
Dove il cielo si tinge di forti colori che al
tramonto, colpiscono l'occhio del visitatore col
vigore del rosso, del turchino e dell'oro; dove
il vento, che porta caldi effluvi d'Africa e fini
sabbie dai deserti, sagoma a suo piacimento
le morbite dune; dove a sfidare i venti e l'arsura,
dominano incontrastati i grandi cespi
d'oleandri, le palmette, le ginestre spinose, si
elevano aspre masse calcaree ora pianeggianti
ora strapiombanti sul mare, ora su pianure
sassose, ora su terre dolci e pianeggianti; dove
il mare, che lambisce distese di sabbia dorata
e infuria sulle scogliere corrose dal tempo,
riecheggia ancora un mitico clamore di
antiche battaglie, lì è l'Occidente della Sicilia ed
il più siciliano degli ambienti della Sicilia. In quei
teatri di luci e di venti, ogni pietra, ogni pianta,
ogni fiore nasce e muore in quanto da quelle
luci, da quelle acque, da quei venti progettata,
lambita, lusingata, glorificata, divinizzata.
Che ne sarebbe delle bionde spiagge del Belice,
delle sublimi architetture di Segesta e Selinunte,
delle aspre pietre dello Zingaro, della magica
laguna dello Stagnone, dei cieli inquieti, senza
quei venti sferzanti, senza quei tramonti africani
che ogni cosa, lì ad Occidente, avvampano di vita.
(da Itinerari Trapanesi - AZIENDA PROVINCIALE TURISMO - TRAPANI)
http://web.tiscali.it/antoninosardina/
*













