La struttura della casa di adesso non si discosta molto da quella di allora, tranne, per la costruzione della finestra a bocca di lupo sul tetto della mansarda. Questa modifica però ha cambiato la fisionomia del tetto. Prima, gli spioventi o pendenze, erano tre, mentre ora, in quel punto, la pendenza è una sola.
Anche il rivestimento esterno è cambiato. Sicuramente all'origine, doveva essere in pietra a vista, come era consuetudine costruire in questi paesi di montagna, anche perché si notano queste pietre all'interno, per esempio nel soggiorno.
Quello che mi chiedo e non capisco, è perchè le case del paese, in pietra, siano quasi tutte intonacate, - forse ha influenzato il metodo di ricostruzione del dopoguerra?! Forse era troppo oneroso rimettere le pietre nei buchi aperti dalle cannonate del bombardamento propaganda? -
L'intonaco all'interno è comprensibile perchè serve anche a "raddrizzare", squadrare i muri, ma intonacare l'esterno ... la pietra ...!!!
Questa casa, per certo, non è stata bombardata, nè durante la guerra vera nè durante quella finta; il motivo potrebbe essere forse, perchè posizionata poco sopra la bella fontana-lavatoio di pietra, che "dicono" sia di epoca romana o di poco successiva a quest'ultima (farò una ricerca); mi domando quindi, perchè la casa, si presenti con l'intonaco, orribile a vedersi anche perchè degradato, anzicchè risultare a pietra.
Ultimamente però, la tendenza di chi ha la possibilità di farlo, è di restaurare almeno la facciata della propria casa, riportando le pietre al loro antico splendore: a vista!
Sicuramente, per quanto mi riguarda, farò fare da un tecnico un'indagine, una verifica, anche solo per togliermi la curiosità, ma non potrò avere potere decisionale in quanto la casa tutta è stata divisa fra gli eredi, per cui ci sarebbero altri due proprietari da convincere (mia cognata e mio cugino) per effettuare l'eventuale restauro (che avrebbe un costo rilevante).
Panorama
Castelnuovo al Volturno
a ridosso Monte Marrone
Castelnuovo al Volturno
La Fontana
Vecchio Lavatoio
Particolare
La Casa
Facciata
Particolare
Parziale facciata della casa adiacente
da poco restaurata
così come quella dietro
che si intravede fra le due case.
Parziale Restauro
Casa adiacente
Ingresso alla casa
con muro di cinta in pietra
Proseguimento Ingresso
La pavimentazione del camminamento
con mattoni antichi
ed il muretto in pietra
sono stati posati e costruiti
da me e mio marito!
Particolare
Accesso al Primo Piano
E' d'obbligo soffermarmi col pensiero davanti a questa porta perchè mi si presenta la visione della Nonna-Zì'R'sina-Carabiniere, nella rievocazione di un episodio, protratto nel tempo e ricordato da tutti gli abitanti del paese, vecchi e anche giovani, perchè l'episodio fu raccontato a loro dai loro padri.
I nonni, sicuramente benestanti,
tornati dall'America (1920) con il gruzzoletto,
(lui aveva lavorato come chef mi pare a Boston),
si ristabilirono a Castelnuovo dato che il nonno era di qui.
Negli anni cinquanta, quando arrivò la televisione
in Italia, arrivò anche a casa dei nonni!
Il primo ed unico televisore della zona l'avevano loro!
Gli amici dei nonni si triplicarono ... "posso venire a vedere la televisione"? chiedevano.
Zi'R'esina, da buona manager quale era, non si lasciò
scappare l'opportunità.
... era diventata la portinaia di casa sua ... si era creata un altro lavoro ...
Tutte le sere, si piazzava sulla soglia ad accogliere gli "amici" per fargli vedere la televione ...
ma, prima di farli entrare ... allungava la mano e pretendeva il pagamento del biglietto ... cinque lire a persona!
Si faceva pagare il consumo della corrente elettrica ... diceva lei.
Un mio amico, me l'ha raccontato tante volte il "fatto", era felicissimo di pagare quella somma ed entrare come se fosse al cinema, aveva così l'opportunità di stare "vicini vicini" con la sua ragazza (attuale moglie).
Galeotto fu il televisore!
Un altro fatto, che ha a che fare con il "primo piano" della casa, riguarda il pavimento antico, che ora sta nella mia cucina.
Nel 1984, questa zona, Abruzzo e Alto Molise fu colpita da un evento sismico alquanto devastante.
Anche questa casa fu lesionata piuttosto seriamente come tante altre.
Anni dopo, iniziò la ricostruzione post terremoto.
Quel bel pavimento, faceva parte della sala "della televisione" al primo piano.
Per rifare la volta delle cantine sottostanti, l'impresa edile appaltatrice, smantellò logicamente anche il pavimento che stava sopra, e lo buttò tra le macerie.
Quando, io e mio marito, molto tempo dopo, ci accorgemmo del fatto, lo recuperammo.
La mia cucina attuale, aveva un pavimento piuttosto brutto, un "sale e pepe" smorto e grigio.
... altra faticaccia immane per noi due ...
Smantellammo il vecchio sale e pepe e posammo il pavimento recuperato. Io, mio marito e un operaio che impastava il cemento e faceva su e giù per la scala a portarcelo!
Forse ne avevamo abbastanza di pavimenti ... questo è da finire ...
così come la scala che porta
all'ingresso della "Casa di Serena"
progettata con gradini più bassi.
... il tempo passa ed anche gli anni!
Ingresso
alla "casa di Serena"
Questa è la mia seconda casa,
di solito abitata durante il mese
di agosto e nei fine settimana.
E' stata disabitata per quattro anni dato che durante quest'assenza, abbiamo ristrutturato la prima casa.
Quest'anno,
durante la settimana di ferragosto, abbiamo fatto la ricomparsa.
Porzione di casa
(disabitata) del cugino
Panoramica della casa
THE END
Fotografie e Commenti di Serena Bucci
"Cose" pensate e fatte. Tratta di cosa le mie mani, sempre in movimento, hanno saputo esprimere e continueranno a farlo, attraverso i miei molteplici hobby.
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martedì 7 settembre 2010
lunedì 6 settembre 2010
Epilogo ... Contesto ... "Casa di Serena" - 5
Riprendendo il discorso di Castelnuovo al Volturno, riferente a quel periodo della seconda guerra e il collegamento con la "Casa di Serena", c'è stato un episodio che vorrei raccontare e che pochi conoscono, forse un pugno di vecchi del paese ancora rimasti, fra questi il falegname, Giovanni Tommasone, citato da me in un post precedente e citato anche, nell'articolo di un giornale di allora, perchè testimone oculare del misfatto-bombardamento. http://www.italia-rsi.org/alleatidichi/castelnuovoalvolturno.htm
L'episodio, mi era stato raccontato tante volte sia da mia suocera che dalla mamma di lei, nonna Rosina per i nipoti e Zi'R'sina (pronunciato a denti molto stretti) per la gente del paese.
La casa dei nonni (credo ampliata negli anni venti) era al centro del paese ed era una delle più grandi. Un lato della casa affacciava quasi sulla piazza e si presentava come fosse di due piani. Al piano terra, c'erano due portoncini con accesso su strada che si aprivano su due stanze, le quali, erano adibite a frantoio pubblico, poi dismesso e rimpiazzato dalle cantine. Il primo piano, che con i due balconi, l'ampia sala, cucina, retro cucina, bagno, e tre stanze che si succedevano, adibite a dispense, refrigerate perchè quasi interrate e senza aperture, era il cuore della casa. Il secondo piano si intuiva che c'era, perchè era visibile l'unica finestrella del bagno sopra al balcone di sinistra; su questo piano c'erano due camere da letto e il sottotetto (ora la mansarda), l'accesso era esterno. Il tetto era tutto un gioco di pendenze dato che la casa si estendeva ancora in lunghezza e con varie altezze. I lati lunghi laterali della casa seguivano l'andamento del terreno, in salita, verso la montagna proprio alle spalle. Sul lato destro, dopo l'ingresso principale alla casa, al quale si accedeva tramite una serie di gradini, seguiva il camminamento erboso, frammentato da altri gradini e scale in pietra o cemento, con i diversi accessi esterni, alle varie stanze. Affiancati al camminamento, ancora più a destra e sempre in salita verso la montagna, si susseguivano il giardinetto, il pergolato di viti, orto e piante da frutto, fino al retro della casa dove, scostati, c'erano il pollaio e la conigliera. Era piuttosto riparata.
Forse, proprio per la sua posizione, nella primavera del '43, dato che la gente del paese era ancora sfollata ed anche i nonni, in questa casa, gli americani allestirono l'infermeria. Alcuni loro feriti morirono e li sotterrarono nel giardino. Finita la guerra però ritonarono per esumare quei corpi per poi tumularli nei loro paesi.
Nella casa si avvicendarono "gli alleati" (quando scacciarono i tedeschi) ... inglesi, francesi, indiani e per ultimi i marocchini.
Quando i castelnovesi ritornarono alle loro case, scoprirono di essere stati depredati di tutte le loro cose.
Le case erano vuote. Anche per i nonni credo fu così.
Diceva la nonna che avevano sotterrato in giardino una cassa con dentro l'argenteria ... non la trovarono più e quando, per controllare, lei salì in camera da letto, dove ora c'è il soggiorno con il camino nella "casa di Serena", c'era solo il letto in ferro, nient'altro, avevano bruciato tutto forse per scaldarsi dato che, proprio dietro alla porta, che non c'era più, in terra trovò un mucchio di cenere ed il muro tutto annerito, segno che avevano acceso il fuoco in quel punto. Si guardò attorno con sgomento quando vide qualcosa per terra appoggiato al muro. Guardò meglio, ma senza toccare, era un rettangolo di cartone ... si chinò e lo prese ... lo girò e scoprì che era un quadro della casa senza più la sua cornice... era l'immagine sacra di una Madonna!
La persona che tolse la cornice e la bruciò ... non osò bruciare anche quell'immagine ... però la rivolse a faccia al muro! Non se la sentì di bruciare la Madonna ... forse ci credeva ... forse girandola, pensò che Lei non avrebbe visto la propria vergogna ...
Quell'icona c'è ancora, riposta in qualche scatolone assieme ad altre carte in attesa di essere visionate.
Impronta indelebile del fuoco
Continua ...Qui
Fotografie e Commento di Serena Bucci
L'episodio, mi era stato raccontato tante volte sia da mia suocera che dalla mamma di lei, nonna Rosina per i nipoti e Zi'R'sina (pronunciato a denti molto stretti) per la gente del paese.
La casa dei nonni (credo ampliata negli anni venti) era al centro del paese ed era una delle più grandi. Un lato della casa affacciava quasi sulla piazza e si presentava come fosse di due piani. Al piano terra, c'erano due portoncini con accesso su strada che si aprivano su due stanze, le quali, erano adibite a frantoio pubblico, poi dismesso e rimpiazzato dalle cantine. Il primo piano, che con i due balconi, l'ampia sala, cucina, retro cucina, bagno, e tre stanze che si succedevano, adibite a dispense, refrigerate perchè quasi interrate e senza aperture, era il cuore della casa. Il secondo piano si intuiva che c'era, perchè era visibile l'unica finestrella del bagno sopra al balcone di sinistra; su questo piano c'erano due camere da letto e il sottotetto (ora la mansarda), l'accesso era esterno. Il tetto era tutto un gioco di pendenze dato che la casa si estendeva ancora in lunghezza e con varie altezze. I lati lunghi laterali della casa seguivano l'andamento del terreno, in salita, verso la montagna proprio alle spalle. Sul lato destro, dopo l'ingresso principale alla casa, al quale si accedeva tramite una serie di gradini, seguiva il camminamento erboso, frammentato da altri gradini e scale in pietra o cemento, con i diversi accessi esterni, alle varie stanze. Affiancati al camminamento, ancora più a destra e sempre in salita verso la montagna, si susseguivano il giardinetto, il pergolato di viti, orto e piante da frutto, fino al retro della casa dove, scostati, c'erano il pollaio e la conigliera. Era piuttosto riparata.
Forse, proprio per la sua posizione, nella primavera del '43, dato che la gente del paese era ancora sfollata ed anche i nonni, in questa casa, gli americani allestirono l'infermeria. Alcuni loro feriti morirono e li sotterrarono nel giardino. Finita la guerra però ritonarono per esumare quei corpi per poi tumularli nei loro paesi.
Nella casa si avvicendarono "gli alleati" (quando scacciarono i tedeschi) ... inglesi, francesi, indiani e per ultimi i marocchini.
Quando i castelnovesi ritornarono alle loro case, scoprirono di essere stati depredati di tutte le loro cose.
Le case erano vuote. Anche per i nonni credo fu così.
Diceva la nonna che avevano sotterrato in giardino una cassa con dentro l'argenteria ... non la trovarono più e quando, per controllare, lei salì in camera da letto, dove ora c'è il soggiorno con il camino nella "casa di Serena", c'era solo il letto in ferro, nient'altro, avevano bruciato tutto forse per scaldarsi dato che, proprio dietro alla porta, che non c'era più, in terra trovò un mucchio di cenere ed il muro tutto annerito, segno che avevano acceso il fuoco in quel punto. Si guardò attorno con sgomento quando vide qualcosa per terra appoggiato al muro. Guardò meglio, ma senza toccare, era un rettangolo di cartone ... si chinò e lo prese ... lo girò e scoprì che era un quadro della casa senza più la sua cornice... era l'immagine sacra di una Madonna!
La persona che tolse la cornice e la bruciò ... non osò bruciare anche quell'immagine ... però la rivolse a faccia al muro! Non se la sentì di bruciare la Madonna ... forse ci credeva ... forse girandola, pensò che Lei non avrebbe visto la propria vergogna ...
Quell'icona c'è ancora, riposta in qualche scatolone assieme ad altre carte in attesa di essere visionate.
Impronta indelebile del fuoco
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Fotografie e Commento di Serena Bucci
sabato 4 settembre 2010
Segue ... Contesto ... "Casa di Serena" - 4
La Mansarda.
Zona Notte
Sedia a dondolo
era di mia suocera
Quei cilindri appoggiati su staffe
di ferro, sono
Vasi di terracotta
Stufa a Pellet
Poltrona a letto
Scrivania ('800)
ciliegio, da restaurare
In fondo Armadio a muro
molto profondo e capiente.
Cassetto grande
recuperato da un vecchio armadio e adibito a scaffale.
Ha ancora le maniglie
In questa stanza, prima della rustrutturazione, resa necessaria dopo il terremoto del 1984 e successivi, il tetto interno era sostenuto, oltre che dalle putrelle in ferro, invisibili, da tronchi di abete "a vista" del diametro di 30 cm e lunghi circa 8 metri, inseriti tra un muro e l'altro, andavano cioè, dalla parte più alta a quella più bassa dei muri (larghezza della stanza) intervallati fra loro di circa 80 cm. Il rivestimento, visibile anche dietro ai tronchi, era tutto in doghe di legno affiancate.
Soffitto bellissimo a vedersi, purtroppo smantellato perchè non più sicuro.
I tronchi rimossi, non si è saputo che fine abbiano fatto, spariti!
Invece, le assi del rivestimento le abbiamo recuperate e, sempre mio marito ed io, ci siamo divertiti a impiegarle nella costruzione: dei "comodoni porta tutto" inseriti tra i letti, come "battuta" a copertura dei piedi dei due letti singoli, come libreria dietro la scrivania, come enorme ripiano nella sala del camino per esporre i cimeli, come mensole in cucina, insomma, quando c'era bisogno di un piano, sapevamo dove attingere.
Il pavimento!
Anche questo rifatto dalla Ditta appaltatrice responsabile della ristrutturazione del "dopo terremoto". Però ... le mattonelle messe non piacevano, non "ci azzeccavano" proprio!
Mi sono fatta i conti di quanto misurava la superficie della stanza, 8x6+2=50 metri quadrati.
Ho scelto e ordinato il parquet che più mi piaceva, i battiscopa e i teli in nylon (polipropilene a bolle d'aria).
Questi fogli di nylon, devono essere inseriti tra il pavimento sottostante ed il parquet da posare e servono per isolare, impermeabilizzare, elasticizzare e imbottire. Vengono così eliminati gli scricchiolii (mentre ci si cammina sopra) derivanti dall'attrito fra le tavole di legno, le quali, si incastrano le une alle altre ... Niente collante!
Il parquet a incastro è facilissimo da posare ma è molto disagevole fare il lavoro per la posizione da assumere:
Appagante, soddisfacente ma massacrante. Nonostante avessi messo dei cuscini di gommaspugna legati alle ginocchia, dopo una settimana dal lavoro terminato, le mie ginocchia avevano ancora la febbre:
violacee, con le vesciche e bollenti!
Fotografie e Commenti di Serena Bucci
Zona Notte
Sedia a dondolo
era di mia suocera
Quei cilindri appoggiati su staffe
di ferro, sono
Vasi di terracotta
Stufa a Pellet
Poltrona a letto
Scrivania ('800)
ciliegio, da restaurare
In fondo Armadio a muro
molto profondo e capiente.
Cassetto grande
recuperato da un vecchio armadio e adibito a scaffale.
Ha ancora le maniglie
In questa stanza, prima della rustrutturazione, resa necessaria dopo il terremoto del 1984 e successivi, il tetto interno era sostenuto, oltre che dalle putrelle in ferro, invisibili, da tronchi di abete "a vista" del diametro di 30 cm e lunghi circa 8 metri, inseriti tra un muro e l'altro, andavano cioè, dalla parte più alta a quella più bassa dei muri (larghezza della stanza) intervallati fra loro di circa 80 cm. Il rivestimento, visibile anche dietro ai tronchi, era tutto in doghe di legno affiancate.
Soffitto bellissimo a vedersi, purtroppo smantellato perchè non più sicuro.
I tronchi rimossi, non si è saputo che fine abbiano fatto, spariti!
Invece, le assi del rivestimento le abbiamo recuperate e, sempre mio marito ed io, ci siamo divertiti a impiegarle nella costruzione: dei "comodoni porta tutto" inseriti tra i letti, come "battuta" a copertura dei piedi dei due letti singoli, come libreria dietro la scrivania, come enorme ripiano nella sala del camino per esporre i cimeli, come mensole in cucina, insomma, quando c'era bisogno di un piano, sapevamo dove attingere.
Il pavimento!
Anche questo rifatto dalla Ditta appaltatrice responsabile della ristrutturazione del "dopo terremoto". Però ... le mattonelle messe non piacevano, non "ci azzeccavano" proprio!
Mi sono fatta i conti di quanto misurava la superficie della stanza, 8x6+2=50 metri quadrati.
Ho scelto e ordinato il parquet che più mi piaceva, i battiscopa e i teli in nylon (polipropilene a bolle d'aria).
Questi fogli di nylon, devono essere inseriti tra il pavimento sottostante ed il parquet da posare e servono per isolare, impermeabilizzare, elasticizzare e imbottire. Vengono così eliminati gli scricchiolii (mentre ci si cammina sopra) derivanti dall'attrito fra le tavole di legno, le quali, si incastrano le une alle altre ... Niente collante!
Il parquet a incastro è facilissimo da posare ma è molto disagevole fare il lavoro per la posizione da assumere:
in ginocchi, a schiena curva, facendo forza sulle braccia per incastrare le tavole.
Io l'ho fatto e da sola. Ho messo anche i battiscopa!Appagante, soddisfacente ma massacrante. Nonostante avessi messo dei cuscini di gommaspugna legati alle ginocchia, dopo una settimana dal lavoro terminato, le mie ginocchia avevano ancora la febbre:
violacee, con le vesciche e bollenti!
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Fotografie e Commenti di Serena Bucci
venerdì 3 settembre 2010
Segue ... Contesto ... "Casa di Serena" - 3
Il Bagno
Accesso alla zona notte
Ingresso Bagno
All'apertura della porta, avremmo avuto un brutto
impatto visivo dello scaldabagno con i
relativi flessibili e cavi elettrici, detersivi
vari, secchio con mocho e aspirapolvere.
Invece: è tutto quanto invisibile dietro al pannello con specchio, tenda e angoliera con mensole.
Il pannello è mobile ed estraibile così come
l'angoliera se fosse necessario intervenire per riparare qualche guasto.
Mia l'idea e la realizzazione.
Vecchio Bidet in porcellana
alloggiato nel suo mobile
originale, in legno di noce.
Era verniciato a smalto bianco.
Sverniciato, ho riportato il legno
al suo colore naturale.
Altro Bidet ... più funzionale
con mobile aggiunto ... da me
Anche se ci fossero state
le due mattonelle mancanti
si sarebbe visto così ...
Orribile!
Ho costruito il paravento
mobile.
Si monta e smonta in un attimo.
Ho sostituito personalmente
la rubinetteria a tutti i sanitari
e gli allacci per la lavatrice.
L'Applique, è una vecchia
portalampada in porcellana
Continua ...Qui
Fotografie e Commenti di Serena Bucci
Accesso alla zona notte
Ingresso Bagno
All'apertura della porta, avremmo avuto un brutto
impatto visivo dello scaldabagno con i
relativi flessibili e cavi elettrici, detersivi
vari, secchio con mocho e aspirapolvere.
Invece: è tutto quanto invisibile dietro al pannello con specchio, tenda e angoliera con mensole.
Il pannello è mobile ed estraibile così come
l'angoliera se fosse necessario intervenire per riparare qualche guasto.
Mia l'idea e la realizzazione.
Vecchio Bidet in porcellana
alloggiato nel suo mobile
originale, in legno di noce.
Era verniciato a smalto bianco.
Sverniciato, ho riportato il legno
al suo colore naturale.
Altro Bidet ... più funzionale
con mobile aggiunto ... da me
Anche se ci fossero state
le due mattonelle mancanti
si sarebbe visto così ...
Orribile!
Ho costruito il paravento
mobile.
Si monta e smonta in un attimo.
Ho sostituito personalmente
la rubinetteria a tutti i sanitari
e gli allacci per la lavatrice.
L'Applique, è una vecchia
portalampada in porcellana
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Fotografie e Commenti di Serena Bucci
lunedì 30 agosto 2010
Segue ... Contesto - "Casa di Serena" - 2
Il Soggiorno
Collezione - Vecchie Chiavi in ferro
Ogni dente è diverso dall'altro!
Cassettone
recuperato mentre stava per essere sfasciato.
L'ho restaurato anche per fare un poco di pratica,
stava giusto "a misura" tra il muro e la scala,
(senza i piedi ... ma non li aveva più) così
l'ho tenuto e ho fatto fare il piano di marmo.
Lo specchio è stato inserito in un secondo
tempo, quando ho avuto la fortuna di trovarlo in un mercatino: è in cristallo sagomato e molato.
Proveniva sicuramente da un altro vecchio comò simile, perchè l'intelaiatura posteriore si è adattata "a pennello" a questo.
Scala in douglas, fatta fare dall'unico
falegname del paese, per poter salire nella piccola soffitta-ripostiglio, a vista.
Ancora sono indecisa se dare un colore o lasciarla così dato che è uguale agli infissi, armadi a muro e mensole.
In alto, Dimostrazione
a conferma che la casa è in pietra.
Oblò con grata in ferro, trovato murato quando è stato eliminato il soffitto. Riportato alla luce.
Maschere di terracotta.
Culla in ferro
adibita a porta piante.
Divano in noce
con schienale intagliato
Inizialmente, la cucina e il soggiorno, erano due camere singole e piuttosto buie. Con la ristrutturazione, il muro di divisione, (largo 60 cm di pietra) in parte è stato abbattuto, così come è stato eliminato il soffitto nel soggiorno. In questa stanza, per poter ricevere più luce, è stato inserito un lucernario sul tetto.
Unico punto luce, prima, era la finestrella visibile in fondo.
Il vecchio pavimento è rimasto come era.
Veduta Aerea
Attrezzi, Cimeli dei Nonni
Gallo in latta dipinto, banderuola
(mio di mercatino)
Vecchia Cassapanca di noce istoriata
Camino con travi di quercia
In origine non c'era.
Quando si veniva qui, di solito la domenica, in inverno, ci si scaldava solamente guardando il disegno della sagoma fatto sul muro e per terra (!)
E' stato così per circa due anni mentre si facevano altri lavori.
Nel frattempo si ordinavano i pezzi, tipo i mattoncini refrattari, il camino prefabbricato, i cubi in cemento per la cappa. Poi, un giorno ci siamo trovati, mio marito ed io, in una segheria della zona; ci regalarano (quasi)
le travi ma, avremmo dovuto pensare noi al trasporto.
Trovare il trattore fu facile, ma trovare le braccia per far salire le travi in casa fu una cosa molto ardua, dato che, solo la trave per la base misurava 40x40 cm e lunga più di 3,50 metri ... una pianta di quercia!
Considerevole il peso, erano pure impregnate d'acqua perchè tenute all'aperto e da considerare soprattutto il tragitto, che per arrivare in casa era, ed è, come salire al secondo piano di un condominio ... tutta salita e gradoni! Abbiamo mobilitato mezzo paese. Dopo la faticaccia, la birra corse a fiumi!
Le nicchie e la linea sinuosa della cappa è stata una mia idea in fase di esecuzione.
Per l'ancoraggio e stabilità, le travi entrano nei muri laterali per circa 30/40 cm.
Alla fine ce l'abbiamo fatta ... anche con l'aiuto di due muratori! Impresa immane!
Dall'Alto
L'altezza massima è di 5 metri (da terra).
Quadri - Serie Ricette -
Parti satinate, lucide, incise,
scritte con pennello
su lastra di rame.
Mia tecnica esclusiva.
Credo di aver realizzato una cinquantina di quadri, uno diverso dall'altro. Mi sono rimasti questi che ho tenuto per me.
Collezione - Vecchie Chiavi in ferro
Ogni dente è diverso dall'altro!
Cassettone
recuperato mentre stava per essere sfasciato.
L'ho restaurato anche per fare un poco di pratica,
stava giusto "a misura" tra il muro e la scala,
(senza i piedi ... ma non li aveva più) così
l'ho tenuto e ho fatto fare il piano di marmo.
Lo specchio è stato inserito in un secondo
tempo, quando ho avuto la fortuna di trovarlo in un mercatino: è in cristallo sagomato e molato.
Proveniva sicuramente da un altro vecchio comò simile, perchè l'intelaiatura posteriore si è adattata "a pennello" a questo.
falegname del paese, per poter salire nella piccola soffitta-ripostiglio, a vista.
Ancora sono indecisa se dare un colore o lasciarla così dato che è uguale agli infissi, armadi a muro e mensole.
In alto, Dimostrazione
a conferma che la casa è in pietra.
Oblò con grata in ferro, trovato murato quando è stato eliminato il soffitto. Riportato alla luce.
Maschere di terracotta.
Vecchio Torchio
adattato a bar
Culla in ferro
adibita a porta piante.
Divano in noce
con schienale intagliato
Inizialmente, la cucina e il soggiorno, erano due camere singole e piuttosto buie. Con la ristrutturazione, il muro di divisione, (largo 60 cm di pietra) in parte è stato abbattuto, così come è stato eliminato il soffitto nel soggiorno. In questa stanza, per poter ricevere più luce, è stato inserito un lucernario sul tetto.
Unico punto luce, prima, era la finestrella visibile in fondo.
Il vecchio pavimento è rimasto come era.
Veduta Aerea
Attrezzi, Cimeli dei Nonni
Gallo in latta dipinto, banderuola
(mio di mercatino)
Vecchia Cassapanca di noce istoriata
Camino con travi di quercia
Quando si veniva qui, di solito la domenica, in inverno, ci si scaldava solamente guardando il disegno della sagoma fatto sul muro e per terra (!)
E' stato così per circa due anni mentre si facevano altri lavori.
Nel frattempo si ordinavano i pezzi, tipo i mattoncini refrattari, il camino prefabbricato, i cubi in cemento per la cappa. Poi, un giorno ci siamo trovati, mio marito ed io, in una segheria della zona; ci regalarano (quasi)
le travi ma, avremmo dovuto pensare noi al trasporto.
Trovare il trattore fu facile, ma trovare le braccia per far salire le travi in casa fu una cosa molto ardua, dato che, solo la trave per la base misurava 40x40 cm e lunga più di 3,50 metri ... una pianta di quercia!
Considerevole il peso, erano pure impregnate d'acqua perchè tenute all'aperto e da considerare soprattutto il tragitto, che per arrivare in casa era, ed è, come salire al secondo piano di un condominio ... tutta salita e gradoni! Abbiamo mobilitato mezzo paese. Dopo la faticaccia, la birra corse a fiumi!
Le nicchie e la linea sinuosa della cappa è stata una mia idea in fase di esecuzione.
Per l'ancoraggio e stabilità, le travi entrano nei muri laterali per circa 30/40 cm.
Alla fine ce l'abbiamo fatta ... anche con l'aiuto di due muratori! Impresa immane!
Dall'Alto
L'altezza massima è di 5 metri (da terra).
Quadri - Serie Ricette -
Parti satinate, lucide, incise,
scritte con pennello
su lastra di rame.
Mia tecnica esclusiva.
Particolari
Credo di aver realizzato una cinquantina di quadri, uno diverso dall'altro. Mi sono rimasti questi che ho tenuto per me.
Particolare
Particolare
Odiose e Barbare Trappole per Lupi e Orsi
(dei nonni)
Particolare
Lampada a stelo di ferro battuto
realizzata e regalatami
dalla mia amica Enza di Isernia
Particolare
Ruota in pietra
per macinare olive o granaglie
Bilancia "stadera"
Particolare
Vassoio in rame punzonato
Piatti antichi decorati a mano
particolare disegno
tipico della zona
(basso Lazio - Campania)
Porta di comunicazione
alla mansarda
I vetri sono stati dipinti da me
con smalti per vetro
alla mansarda
I vetri sono stati dipinti da me
con smalti per vetro
Stufa a pellet
Accesso alla mansarda
N.B. - Cliccando due volte sulle foto, si ingrandiscono.
Continua ...Qui
Fotografie di Serena Bucci
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